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Progetto
Prevenzione dell’insuccesso scolastico
e motivazione allo studio
PRESENTAZIONE DEL GRUPPO
Il gruppo è costituito da 9 docenti che hanno partecipato alla formazione dei
corsi di 1° e 2° livello e da alcuni anni che stanno sperimentando, seppure
con un monte ore annuale diverso, l’applicazione del metodo Feuerstein
in alcune classi della scuola media, elementare e materna, oltre a condurre
interventi individuali con alunni in difficoltà.
Nel corrente anno
scolastico si sono aggiunti 2 docenti della scuola elementare - un ins. di
religione, motivata a conoscere il metodo e la sua applicazione e un ins. di
sostegno che ha già seguito la formazione - al fine di operare , per quanto
possibile, un trasferimento dello
stesso nella conduzione della loro azione educativo didattica.
I membri del gruppo
ribadiscono la validità dello strumento inteso come una delle opportunità di
intervento intenzionale del docente volto a focalizzare, recuperare o potenziare
le funzioni cognitive prerequisite all’apprendimento.
L’intervento infatti
è finalizzato non all’apprendimento di contenuti specifici, ma all’esplicitazione
delle strategie e dei procedimenti adottati in un percorso di apprendimento,
richiedendo quindi agli alunni non le soluzioni finali ma le modalità per
arrivare alle soluzioni.
Poiché l’insuccesso
scolastico può derivare dall’incapacità di mettere in atto i processi che
permettono di acquisire nuove conoscenze, il metodo offre la possibilità di
imparare a interpretare, organizzare e
strutturare le informazioni ricevute e, di conseguenza, la possibilità di
trasferire certe strategie nelle situazioni nuove.
Gli insegnanti sono
concordi nella volontà di garantire, nelle realtà scolastiche dove
l’organizzazione oraria lo consenta, una certa continuità rispetto al lavoro
svolto negli anni precedenti, ed
offrire, seppur con un monte ore minimo, l’avvio o il mantenimento di certe
abilità e strategie di apprendimento.
Si
propongono pertanto i seguenti
coinvolgere
nel gruppo di lavoro nuovi docenti dei tre ordini di scuola ed eventualmente
proporre per questi la formazione in modo da potenziare l’incidenza della
metodologia sulla formazione dei ragazzi;
favorire
il confronto tra i docenti impegnati nell’applicazione del metodo per
approfondire l’autoformazione, condividere osservazioni, rilevazioni,
dubbi, conferme, relative al proprio operato;
isolare alcune
funzioni cognitive carenti in input, quali la percezione, l’esplorazione sistematica,
le relazioni spaziali e temporali, l’utilizzazione di più fonti d’
informazione, e scegliere le pagine degli strumenti mirate ad un loro
recupero e potenziamento;
prevedere incontri tra i docenti del gruppo e formatori, per leggere
le problematiche evidenziate mediante le osservazioni sistematiche ed
organizzare interventi finalizzati ad un loro superamento;
elaborare dei minimi percorsi disciplinari trasferendo in essi la
metodologia del PAS;
promuovere
un confronto a livello distrettuale e provinciale tra docenti ed esperti
per uno scambio di esperienze e proposte.
sperimentare il piacere di apprendere liberi dai condizionamenti
legati al giudizio dell’adulto, alla valutazione della prestazione,
sostenuti da un clima di empatia e dalla possibilità di confrontarsi
all’interno del gruppo per ricercare possibili soluzioni ai problemi
incontrati;
acquisire i
prerequisiti all’apprendimento attivando le funzioni cognitive alla base
della raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati;
sviluppare
l’abitudine ad esprimersi in modo chiaro e compiuto, scegliendo un
linguaggio appropriato, motivando le proprie idee con l’intento di farsi
capire dagli altri.
prendere coscienza del personale ed altrui modo di operare, stimolati
dall’ampio spazio dato alla verbalizzazione;
modificare
lentamente il modo di approcciarsi alle situazioni attraverso l’
acquisizione di un modello operativo trasferibile a diversi contesti, basato
sull’esplorazione sistematica, il comportamento pianificato
ed il controllo dell’impulsività.
Si
prevede l’opportunità di proporre per uno o due alunni, l’applicazione dei
principi e strumenti della valutazione dinamica da parte di un applicatore LPAD
del gruppo Feuerstein, al fine di evidenziare potenzialità possibili di
recupero, sentito il parere del Consiglio d’Interclasse e dei genitori degli
alunni eventualmente individuati come destinatari.
Il perseguimento dei
suddetti obiettivi prevede:
Sperimentazione
del metodo rivolta a due gruppi di alunni della scuola materna di Ovaro per
la durata di 15 ore annuali;
Sperimentazione
rivolta agli alunni della seconda classe elementare di Ovaro, dove è
inserito un alunno certificato seguito dall’ins. di sostegno, per una
durata massima di 20 ore annue;
Sperimentazione
dello strumento rivolta ad alunni che incontrano il metodo per il primo o
secondo anno, in alcune classi del secondo ciclo della scuola elementare di
Prato Carnico e Ravascletto, per un tempo di esposizione di 20- 25 ore annue
circa;
Sperimentazione, per circa 20 h. annue, nella classe 3a della
scuola media di Ovaro, rivolta ad alunni che continuano un percorso iniziato
gli anni precedenti;
Attività individuale rivolta ad un alunno certificato di classe 2
a della scuola media di Ovaro, per circa 20h. annue.
Incontri
mensili da ottobre ad aprile a livello di Istituto per tutti i componenti
del gruppo;
Attività del gruppo
affiancato da formatori quali consulenti nella stesura di percorsi didattici
in alcuni ambiti disciplinari, strutturati secondo la metodologia del PAS;
Partecipazione
libera ad incontri a livello distrettuale e provinciale eventualmente
proposti, come occasioni di scambio di esperienze ed arricchimento
personale.
l'illustrazione è tratta da: Reuven Feuerstein, Non accettarmi come sono, Sansoni, 1995
Coordinatrice: Luigina Agostinis