INTRODUZIONE
Negli
ultimi decenni del secolo scorso tutti i sistemi scolastici dei paesi
più avanzati hanno conosciuto trasformazioni mirate al miglioramento
della qualità del servizio scolastico.
Ogni democrazia avanzata assegna alla formazione il compito del cambiamento:
la scuola si colloca al centro di ogni modello di sviluppo e di crescita
della società.
In
Italia, con l’anno scolastico 1998/99, prende avvio la riforma della
scuola con l’assegnazione alle istituzioni scolastiche della autonomia
organizzativa, didattica, di ricerca e sperimentazione.
È l’autonomia la madre di tutte le riforme, la vera
riforma.
A distanza di sette anni, è via via venuta maturando una convinzione
di fondo: l’autonomia postula da parte degli operatori della scuola
un cambiamento culturale, una nuova mentalità.
Con l’autonomia si dilatano gli orizzonti e si aprono ampi spazi:
è necessario che ognuno acquisisca autonomia di orientamento, di
pianificazione e di regolamentazione.
Infatti l’autonomia scolastica si realizza e vive nella misura in
cui la si pensa e la si pratica come processo di autoriforma.
Per questo è necessario, nel ridefinire il ruolo di ogni operatore
scolastico, fornirsi di una mentalità da lavoratore autonomo. Ognuno
nel proprio ruolo è chiamato a dare il suo contributo per la costruzione
dell’autonomia.
Il docente da esecutore di programmi standard, di disposizioni nazionali,
di direttive, è chiamato ad un ruolo di protagonista per gestire
la propria professionalità attraverso una propria autonomia decisionale
ed operativa.
I docenti, come tutti gli operatori nell’ambito degli specifici
profili professionali, sono protagonisti in ogni fase della pianificazione,
a livello di istituto, di gruppo/classe e come singoli e, come tali, hanno
la responsabilità della qualità del servizio scolastico.
È
in atto in questo Comprensivo una significativa azione di ricerca per
definirne l’identità.
Questo documento, il P.O.F., definisce e armonizza la capacità
di offerta di questa scuola in riferimento alle indicazioni nazionali
ed alla domanda del territorio. La gran parte dei docenti conosce, perché
ci vive, la specificità del contesto sociale, la Val Degano, che
forma la domanda di servizio scolastico.
In modo collegiale ed in gruppo i docenti hanno redatto il Piano individuando
finalità, obiettivi, azioni formative e modalità
di valutazione del lavoro. La parte di autovalutazione di istituto
sarà approntata in corso d’anno.
È a questo piano generale che farà riferimento in modo contestuale
la pianificazione delle azioni di gruppo/classe ed individuale dei docenti.
Il
percorso avviato, fra tante incognite, è quello di un lungo viaggio
in spazi ancora in gran parte inesplorati. Una continua ricerca per mettere
a frutto le risorse che ognuno possiede ci permetterà, se non di
raggiungere, di avvicinarci insieme a traguardi culturali, didattici e
sociali insperati.
PREMESSA
Il Regolamento dell'Autonomia delle Istituzioni Scolastiche
(DPR 275 del 10 agosto 1999), afferma che nel Piano dell'Offerta Formativa
"si sostanzia l'identità culturale e progettuale della
scuola, rendendo esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare,
educativa e organizzativa e coniugando la dimensione nazionale del curricolo
con quella locale, lasciata alla piena disponibilità dell'Istituto"
e punta decisamente sulla sperimentazione di curricoli articolati per
obiettivi formativi e competenze, cioè mirati sull'apprendimento
degli allievi, piuttosto che sulle sole procedure di insegnamento.
Nel
nostro Piano dell'Offerta Formativa, l'Autonomia si realizza sia sul piano
organizzativo sia su quello della didattica, ritenendo prioritario fornire
agli alunni conoscenze, sviluppare competenze e favorire atteggiamenti
che costituiscono la trama dei nuovi curricoli nell'ottica verticale propria
dell'Istituto Comprensivo.
Le profonde modifiche legislative introdotte dalla Riforma, modifiche
che entreranno a regime progressivamente, impongono una riflessione attenta
su come andrà a modificarsi l’apparato formativo, con particolare
riferimento all’organizzazione didattica e alle principali novità
in merito, tutor e portfolio.
I
valori culturali di riferimento e di guida dell’azione, emergenti
dal mutato contesto, si richiamano essenzialmente ai principi di:
• responsabilità, come presa in “carico”
dei bisogni formativi dei bambini e di rispondenza alle richieste sociali;
• collegialità sostanziale, intesa come
capacità di rendere comune, fra tutti coloro che ne hanno la responsabilità,
non solo la progettualità educativa, ma anche la verifica del processo
di insegnamento-apprendimento e la valutazione dei risultati.
Linee di indirizzo sono quindi:
Correlazione
del principio relativo alla libertà di insegnamento
sancito dall’art. 1 del DPR 417/74, al valore della collegialità,
intesa come corresponsabilità delle scelte effettuate che devono
tendere solo alla promozione della “piena formazione della personalità
degli alunni”, valorizzando la progettualità individuale
come momento essenziale per la realizzazione del Piano dell'Offerta Formativa
dell'Istituto.
Riconoscimento
della necessità che i processi educativi attuati dalla scuola siano
centrati sui “bisogni” degli alunni, visti
come diritto all’apprendimento, non più come generico diritto
allo studio, e mirati all’inserimento consapevole nella società.
Trasparenza, attraverso i mezzi informativi disponibili, del
“patto educativo”, che deve vincolare tutti i soggetti coinvolti
(alunni compresi) all’osservanza delle intese concordate.
Raccordo
fra i momenti fondamentali del processo formativo: diagnosi,
progettazione, programmazione, misurazione-valutazione al fine di promuovere
la crescita della qualità della scuola.
A tal fine è essenziale leggere:
• I bisogni del territorio
L’Istituto Comprensivo di Comeglians raccoglie sotto la sua giurisdizione
sei piccoli Comuni di montagna: Comeglians, Ovaro, Prato Carnico, Ravascletto,
Rigolato, Forni Avoltri.
In tale contesto, la scuola gioca un ruolo importantissimo e insostituibile
nella preparazione dei ragazzi ad una realtà in continua e veloce
evoluzione, come punto di riferimento stabile e duraturo per la crescita,
come fonte di interlocuzione con le famiglie e l’ambiente in vista
di un progetto di formazione permanente che passi attraverso gli studenti.
L’Istituto Comprensivo, secondo le prospettive offerte dall’autonomia,
si apre al territorio per raccogliere le esigenze della comunità,
chiedendo un intervento diretto delle Amministrazioni locali. Tale sostegno
dovrebbe destinarsi in primo luogo al completamento dell’offerta
culturale con strumenti innovativi ed in seconda istanza a promuovere
adeguati “incentivi” culturali nell’ambito della formazione
permanente.
•
Le esigenze formative degli alunni
Obiettivi non cognitivi
- Socializzazione : relazionalità
- Percezione del sé : emozioni, sentimenti , autostima.
- I comportamenti: impegno, interesse, motivazione
Obiettivi cognitivi e didattici
- Ambito cognitivo: le capacità, le abilità, le conoscenze
da raggiungere al termine di ciascun ciclo e al termine della scuola di
base.
- Ambito didattico: gli strumenti del sapere, le discipline (c.s.)
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