ROMA DALLA REPUBBLICA AL TARDO IMPERO Mariano Fiorencis 1a B 2002-03
Roma nei primi due secoli della sua storia fu una monarchia. La tradizione parla di sette re, il primo dei quali fu Romolo, il fondatore della città. Gli ultimi tre sovrani furono Etruschi. Sotto di loro Roma divenne una città. L’ultimo re, Tarquinio il Superbo, fu cacciato nel 509 a.C. In questa data, secondo la tradizione, ebbe inizio la repubblica. Nella Roma repubblicana due consoli sostituirono il re. Assieme ai consoli il Senato si occupò dei più importanti affari dello stato. I comizi centuriati (assemblea dei cittadini-soldato) furono l’assemblea popolare più importante. Gli appartenenti alle famiglie senatorie costituivano la classe potente e privilegiata dei patrizi. Il resto della popolazione, esclusa dalle magistrature e priva di potere politico, formava la classe dei plebei. Fra le due classi sorsero forti contrasti che cessarono solo quando i plebei furono messi al senato e poterono diventare consoli. Si formò una nuova classe di governo: la nobilitas, composta da famiglie molto ricche sia patrizie che plebee, che occuparono le cariche più importanti della città. La storia della repubblica romana è una storia di guerre ininterrotte. Dapprima i Romani si scontrarono con i Sanniti poi con le città della Magna Grecia. Con la presa di Taranto tutta l’Italia centrale e meridionale fu sotto il dominio di Roma. LO SVILUPPO DELLA POTENZA ROMANA Divenuta
una potenza marittima Roma si scontrò con Cartagine,
che dominava il Mediterraneo occidentale, in tre successive guerre,
le guerre puniche. La più grave e pericolosa per Roma fu la seconda
che si svolse quasi interamente in Italia; le truppe cartaginesi erano
comandate da Annibale, che di vittoria in vittoria,
giunse fin sotto le porte di Roma. Roma fu impegnata anche in Oriente contro il regno ellenistico della Macedonia, che diventò con il resto della Grecia una provincia romana nel 146 a.C. alla fine delle guerre puniche il dominio di Roma si estendeva su tutte le regioni mediterranee, dalla Spagna all’Asia Minore. La religione romana era politeista. Gli dei erano numerosi: il più importante era Giove. La maggiore autorità religiosa era il pontefice massimo. Da lui dipendevano le vestali. Le conquiste portarono a Roma ricchezza e cambiarono la mentalità e il modo di vivere dei Romani. Acquistò maggiore potere politico un gruppo di cittadini che si erano arricchiti commerciando e prestando denaro a interesse: i cavalieri. Nelle campagne si formarono i latifondi, coltivati dagli schiavi. I contadini impoveriti emigravano soprattutto a Roma aumentando il numero dei proletari. Due
tribuni della plebe, Tiberio e Caio Gracco, proposero, con le leggi
agrarie, di distribuire una parte delle terre pubbliche ai
cittadini più poveri. A questi progetti si opposero con violenza
tutti coloro che venivano danneggiati da tali leggi. Tiberio e Caio
furono assassinati. ROMA: GLI ULTIMI TEMPI DELLA REPUBBLICA Nel 1° secolo a.C. su Roma e sul suo Impero imperversarono devastanti guerre civili. Da una parte c’era il partito degli ottimati, dall’altra il partito dei popolari. Protagonista della prima guerra civile furono Lucio Caio Silla, capopartito degli ottimati e Caio Mario dei popolari. Dopo Silla ci fu Gneo Pompeo che assieme a Licinio Crasso e a Giulio Cesare costituì il primo triumvirato. Cesare
conquistò la Gallia e si spinse fino alla Britannia. Al suo rientro
passo il Rubicone: questo gesto di ostilità
diede inizio alla seconda guerra civile. Erede di Cesare fu suo figlio adottivo Ottaviano che costituì il secondo triumvirato con Marco Antonio e Marco Emilio Lepido. Ottaviano e Marco Antonio si scontrarono nella terza guerra civile, conclusasi ad Anzio a favore di Ottaviano. Egli assunse tutti i poteri, gli fu attribuito il nome di Augusto. Ebbe così inizio un governo di tipo imperiale DALL’ETÀ DI AUGUSTO ALLA CRISI DELL’IMPERO Con
l’impero di Augusto ebbe inizio per Roma un periodo di pace, governò
con il consenso del senato e del popolo, rinnovò la città
e costruì acquedotti, ponti e strade nelle province Nel terzo secolo l’impero fu sconvolto da una grande crisi, ci fu anarchia nell’esercito, invasioni di tribù barbariche, aumento dei costi, epidemie. L’imperatore Diocleziano fece dei radicali provvedimenti, riorganizzò l’esercito, fissò per legge il costo delle merci, divise il potere imperiale tra due Augusti e due Cesari (tetrarchia). IL CRISTIANESIMO Già
in età repubblicana erano stati introdotti a Roma nuovi culti
provenienti dall’Oriente Inizialmente Roma si dimostrò tollerante nei confronti della nuova religione, i contrasti iniziarono quando i cristiani si rifiutarono di adorare l’imperatore come una divinità, una feroce persecuzione avvenne sotto l’imperatore Diocleziano. Con l’editto di Milano emanato dall’imperatore Costantino furono permessi tutti i culti religiosi. Teodosio impose a tutti di professare la religione cristiana e proibì gli altri culti. Sotto
l’imperatore Teodosio l’impero fu diviso in due
parti: una parte orientale con capitale Costantinopoli
ed una occidentale con capitale Milano.
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