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I terremoti

Elisa Adami, Gloria Catarinussi, Cinzia Nassivera

2a B 2004-05

Il terremoto è la vibrazione più o meno rapida e violenta di una porzione limitata della crosta terrestre. Tale vibrazione, o più comunemente scossa sismica, viene misurata, nei suoi effetti dannosi secondo la scala sismica del Mercalli, che conta due diversi gradi in fase crescente:

1. Scossa strumentale (avvertita solo dagli strumenti).
2. Scossa leggerissima (avvertita solo in ambienti molto tranquilli e nei piani più alti degli edifici)
3. Scossa leggera (avvertita da molti, ma che non causa preoccupazioni).
4. Scossa mediocre (si muovono gli oggetti)
5. Scossa forte (avvertita anche da persone che dormono).
6. Scossa molto forte (causa lesioni negli edifici, caduta d’oggetti e calci-nacci e paura nelle persone).
7. Scossa fortissima (gli edifici subiscono lesioni molto evidenti).
8. Scossa rovinosa (crollano le case e si hanno anche vittime umane iso-late).
9. Scossa disastrosa (crolli più evidenti d’edifici e vittime umane isolate).
10. Scossa catastrofica (edifici completamente distrutti, vittime umane isolate).

ESISTONO 2 TIPI DI SCALE CHE MISURANO LA POTENZA DEL TERREMOTO O SCOSSA.

Scala Mercalli: la scala Mercalli è più antica e più semplice ma non per questo meno importante. Misura l’intensità del terremoto in base all’osservazione dei suoi effetti sull’uomo, sugli edifici e sull’ambiente. È divisa in 12 gradi ed è stata ideata agli inizi del secolo dal sismico Giuseppe Mercalli. Permette di misurare l’evento sismico anche se non si hanno a disposizione strumenti adeguati , ma può essere utilizzata solo dopo il terremoto, quando è possibile verificare gli effetti.

LA MAGNITUDO

La quantità d’energia sprigionata da terremoto è chiamata magnitudo. Si misura con la scala Richter, ideata nel 1935 dal sismologo americano Charles Richter. È una scala in cui i gradi sono in base logaritmica (una faccenda piuttosto complicata) e che utilizza le registrazioni prodotte dai sismografi. Questa scala, quindi, ha avuto una forte diffusione dall’utilizzo, in tutto il mondo, dei sismografi.

La scossa sismica, può essere, quanto al movimento, sussultoria se è in senso verticale, ondulatoria se in orizzontale. Le prime, sono anche quelle che creano i maggiori danni, sono più frequenti nella zona dell’epicentro, mentre nei luoghi più lontani predominano le seconde. Esiste poi una scossa rotatoria, per effetto della quale i corpi ruotano su se stessi. Normalmente la durata della scossa viene indicata come periodo sismico, ma in realtà gli studiosi di Geofisica usano tal espressione per indicare l’insieme di tutti gli effetti postumi che accompagnano la scossa che possono svolgersi anche nel corso di diversi mesi. Il lampo sismico è un bagliore visibile nell’aria; a volte però si manifesta sottoforma di fiamme che escono dal suolo.

SICUREZZE

In tutte le scuole, fabbriche ecc. per prevenzione si effettuano delle prove di sicurezza in caso di terremoto.
Le abitazioni, edifici ecc. negli ultimi anni sono stati ricostruiti o ristrutturati per evitare gravi danni.
o addirittura la cadute di essi.


SE ARRIVA IL TERREMOTO…

1. Cerca riparo all’interno di una porta in un muro portante o sotto una trave. Se rimani al centro della stanza potresti essere ferito dalla caduta di vetri, intonachi o altri oggetti.
2. non precipitarti fuori per le scale: sono la parte più debole dell’edificio. Non usare l’ascensore: si potrebbe bloccare. In strada potresti essere colpito da vasi, tegole ed altri materiali che cadono.
3. chiudi gli interruttori del gas e della corrente elettrica, alla fine della scossa, per evitare possibili incendi.
4. esci alla fine della scossa. Indossa le scarpe: in strada potresti ferirti con vetri rotti. Raggiungi uno spazio aperto, lontano dagli edifici e dalle linee elettriche.
5. Non bloccare le strade, servono per i mezzi di soccorso. Usa l’automobile solo in caso d’assoluta necessità.

ALCUNI ESEMPI DI LUOGHI TERREMOTATI (Friuli Venezia Giulia)


Una giornata come tante altre, forse un po’ più calde del normale, il 6 maggio 1976: da poco passate le 21 in Friuli, questa scossa era stata preceduta da un’altra di minore intensità quasi stesse dando un preavviso… Ma la seconda, quella forte, era eccezionale, qualcosa di diverso, di più grave del solito. Quasi un minuto di durata, una vera eternità per chi ne aspettava la fine; le case sembrava ballassero; era impossibile tenersi o aggrapparsi a qualcosa e reggersi in piedi e tanto meno scappare…erano lunghi momenti di paura e tensione. Un boato peggiore di un bombardamento e poi… un innaturale silenzio.

Questo terremoto colpì tutto il Friuli, e fu percepito fino in Veneto, una catastrofe per la gente del luogo.

Era stato forte, tremendo, una catastrofe….DECIMO GRADO DELLA SCALA MERCALLI, 6.5 RICHTER. Questo terremoto fu chiamato
L’ORCOLAT.

 



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