IL CERVO


Mariano Fiorencis
2a B Scuola Media di Ovaro
Anno Scol. 2003/2004

GENERALITÀ

Il cervo è un mammifero dell’ordine degli artiodattili, sottordine dei ruminanti appartenente alla famiglia dei cervidi, sottofamiglia dei cervini, genere dei cervus.
È un ungulato (mammifero i cui arti terminano con zoccoli) di grosse proporzioni, dotato di palchi soltanto nel sesso maschile, possiede 34 denti e le femmine hanno quattro capezzoli

ORIGINI DEL CERVO

La storia del cervo è relativamente corta rispetto a quella di altri cervidi.
I primi Cervidi comparvero circa 26 milioni di anni fa, i primi generi vicini al Cervus comparvero circa 10 milioni di anni fa ma la comparsa dei primi veri e propri Cervus avvenne circa 2 milioni di anni fa. I primi esemplari di Cervus elaphus, il più comune cervo ora esistente, comparvero circa 700 mila anni fa.
I cervi antichi avevano caratteristiche molto diverse dal cervo attuale: per esempio avevano canini molto sviluppati,avevano trofei assenti o molto piccoli, avevano dimensioni minori ecc.

SITUAZIONE ATTUALE

In base al censimento effettuato nel 1985 in Italia sarebbero presenti circa 8850 cervi. Tra questi 7000 nell’Italia settentrionale, di cui più di5000 nelle Tre Venezie; 1500 nell’Italia centrale; 350 esemplari di cervo sardo (sottospecie presente solamente in Sardegna); alcuni esemplari di cervo della Mesola, specie autoctona, unica nel suo genere presente appunto nel bosco della Mesola alla foce del Po; nell’Italia meridionale il cervo non è presente tranne che nel Parco d’Abruzzo.
La consistenza del cervo è spesso variata ad esempio nel secondo dopoguerra il cervo era praticamente estinto, nel1980 in Italia erano presenti7750 esemplari, poi in meno di 5 anni al nord-est la popolazione dei cervi è più che raddoppiata. Le cause di questi declini sono state la caccia eccessiva ed il disboscamento.


CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE



MANTELLO
Il cervo è dotato di un folto mantello, che varia di stagione in stagione.
Il mantello estivo è di un colore rosso-bruno, senza differenze apprezzabili fra i due sessi. Il muso è grigio brunastro chiaro, il ventre e la parte interna delle gambe giallo-biancastrie una riga dorsale nera.
I piccoli sono, alla nascita, più scuri, con parti crema, giallo-brunastro e bruno-scure con numerose picchiettature che scompaiono circa a tre mesi.
Il mantello autunno-invernale viene assuntori norma da settembre a novembre. Esso è più scuro, bruno, bruno-grigiastro, ma anche i maschi adulti hanno una folta criniera sul collo, fatta di peli lunghi della cassa toracica è molto scura. La coda brunastra spicca relativamente sullo specchio anale bianco-giallastro. A seconda dell’età, dello stato di salute, della gravidanza, i cervi cambiano, in anticipo o in ritardo, la muta.
Raramente esistono aberrazioni cromatiche, che si estendono dal bianco, al grigio, e fino al nero.

GHIANDOLE ODOROSE
Oltre alle ghiandole sebacee, il cervo possiede diversi distretti ghiandolari il cui secreto odoroso serve a fornire indicazioni sulla presenza, sullo stato di eccitazione dell’animale, sul grado sociale, il sesso.
Le ghiandole preorbitali sono particolarmente sviluppate nei maschi e nel periodo degli amori vengono strofinate su rami e tronchi, lasciando su questi la secrezione che possiede un odore caratteristico e quindi con funzioni generiche di marcatura. Sono inoltre presenti ghiandole del velluto, metatarsali e interdigitali posteriori, situate fra gli zoccoli ma non così attive come quelle del capriolo. Nella zona dell’ inguine il cervo possiede l’organo circumcaudale: una ghiandola situata presso la radice della coda, particolarmente attiva nel periodo degli amori. La femmina ha inoltre ghiandole vulvari e due ghiandole odorose al posto degli steli ossei che sostengono i palchi.

PALCHI
I palchi o trofeo, presenti solo nel maschio del cervo, sono vere e proprie ossa che possiedono perciò, oltre ad una nascita, anche una morta stagionale che avviene quando i palchi hanno struttura completamente mineralizzata e solida(ossificazione completa), unita in modo meccanico alla parte sottostante viva detta steli. All’incirca sette mesi dopo l’ossificazione avviene una vera “smineralizzazione” dell’osso, che unitamente alla ricrescita degli steli stessi porta ad un’inevitabile caduta o gettata, che avviene verso la fine di febbraio-marzo e anche aprile, precisamente nel punto di contatto fra parte viva e morta.
Segue una rigenerazione dei palchi,dapprima con un tessuto cartilaginoso, fortemente percorso da vasi sanguigni e difeso da un’epidermide vellutata detta appunto velluto contenente ghiandole sebaceee odorose. Questo velluto, essiccatosi, viene eliminato dai cervi stessi oppure cade da solo, dopodiché i palchi sono bianchi e si colorano in seguito all’azione combinata del sangue e dei succhi delle piante.
L’accrescimento annuale dei palchi può raggiungere i 6 cm in totale tra le cime presenti.
La caduta e la ricrescita dei palchi sono più ravvicinate negli esemplari giovani e sani, mentre sono più distanziate nei maschi anziani o malati.
Esistono varie deformazioni nei palchi dei cervi in seguito al malfunzionamento dell’ormone maschile, a denutrizione, a malattie, a rotture durante la formazione.
La caduta dei palchi avviene a poca distanza tra un corno e l’altro perché il cervo, dopo la caduta di una stanga, sentendosi sbilanciato, si scuote per far cadere subito anche l’altra.

I cervi di 1 anno o comunque molto giovani che hanno una sola punta per stanga sono detti fusoni

Nei cervi sono rari, ma non eccezionali, esemplari con 14-16-18 punte complessive.
La qualità dei palchi è determinata dal peso di essi, dal numero delle punte e dalla forma dei palchi: un palco inscritto in un rettangolo è migliore di uno che è inscritto in una qualsiasi altra forma.

CLASSI SOCIALI
La società dei cervi è molto complessa, i maschi più alti in gerarchia conquistano più femmine, per questo spesso si verificano lotte senza fine e quindi pericolose. In questi animali si possono distinguere sostanzialmente cinque classi sociali, che non sempre corrispondono all’esatta età del soggetto.
La classe sociale inferiore è quella dei cerbiatti, cioè gli animali fino all’età di circa 15 mesi, quando, con la pulitura del primo trofeo, si svincola definitivamente dal legame con la famiglia.
Un maschio di due anni appartiene alla seconda classe, questi esemplari sono molto differenti da quelli della prima classe: non sembrano più femmine con i palchi, ma è già pronunciata la criniera e i palchi hanno più punte.
Circa a tre quattro anni questi animali appartengono alla classe dei sub-adulti, questi sono mezzi cervi sotto l’aspetto della corporatura e anche il trofeo ha una forma quasi definitiva (nei soggetti promettenti).
I cervi di cinque-sei anni hanno raggiunto il punto di arrivo della maturità sociale.
La classe degli adulti è composta dagli esemplari da sei a quattordici anni che sono arrivati al loro massimo sviluppo. Questi animali si presentano possenti, taurini, con una evidente criniera e con i palchi che hanno ormai raggiunto la loro massima estensione. I cervi dell’ultima classe sono pesanti e lenti ma capaci di scatti, essi assomigliano più a tori che a cervidi.
DIMENSIONI
Per valutare il peso dei cervi si prende in considerazione l’animale ben sventrato, cioè dopo l’asportazione del cuore , del fegato, dello stomaco, dei reni, degli intestini e dei polmoni, il peso vuoto così ottenuto è di circa il 65-70% del peso pieno.
I cervi maschi possono andare da un peso minimo di70 kg a un massimo di 350 kg.
In Italia i pesi medi del cervo sono i seguenti:

 

ETÀ
MASCHI
FEMMINE
nascita
7-13 kg

6,5-12 kg

1 anno
60 kg
52 kg
8-9 anni
116 kg
67 kg
12-13 anni
134 kg
65 kg


I cervi adulti maschi sono lunghi circa 230 cm ed alti circa 140 cm. Gli esemplari femmine sono lunghi circa 200 cm ed alti circa 110 cm.


OSSERVAZIONE


IMPRONTE
Le orme sono impresse nel suolo dagli zoccoli formati dalle unghie, i bordi degli zoccoli che delimitano la cavità interna; le due metà degli zoccoli sono separate da una fessura, dietro agli zoccoli si trovano gli speroni che solitamente non lasciano tracce.
Il cervo ha orme posteriori più piccole e più divaricate di quelle anteriori. Le dimensioni dell’orma sono relative al peso e allo stato del cervo. Le misure dell’impronta possono variare dai 4,3 cm dell’arto posteriore di un cerbiatto di 4 mesi, ai 8,6 cm dell’arto anteriore di un adulto di 10 anni.
In genere i maschi chiudono più delle femmine gli zoccoli ed anno le unghie più ottuse.
Il passo di un cervo, cioè la distanza di due orme consecutive non dello stesso lato,può variare da 36 a 62 cm; mentre l’allicciatura, cioè la distanza tra gli arti dello stesso lato, si aggira dai 6 ai 25 cm.
FREGONI
I fregoni sono degli scortecciamenti provocati dai maschi che con i palchi maciullano, a un metro dal suolo circa, i fusti degli alberi per liberarsi del velluto, ma soprattutto per sfogare la loro aggressività.
FECI
Gli escrementi del cervo sono chiamati fatte, queste sono a forma di pallottola quando l’alimentazione è secca ma, nel caso in cui l’alimentazione sia ricca di acqua, le fatte sono masse simili a bombe a mano nelle quali non sempre si riescono a distinguere i singoli elementi. Le fatte dei maschi adultipossono essere lunghe 20-25 mm mentre quelle delle femmine sono lunghe 10-15mm.


HABITAT

Un ambiente ottimo per il cervo è un’assoluta rarità, ma si potrebbero descrivere così:
almeno 10.000 ettari di superficie, con boschi di latifoglie ad alto fusto inframmezzati da bassure steppose, aperte e ondulate; su questi territori ci dovrebbe essere un fiume di buona larghezza con una buona rete capillare estesa su ampie valli non abbondantemente innevate.

ALIMENTAZIONE

Il cervo è un ruminante che assume foraggio per un decimo del proprio peso. Un animale può mangiare foglie di arbusti, di cespugli e di piante legnose, gemme ecc. ma anche erbe di prato e foraggi grezzi.


AMORI

Durante il periodo degli amori la gerarchia maschile è praticamente assente e per questo ci sono lotte per stabilire il rango. Esistono vari schemi di lotta che alle volte si traducono in ferimenti e lesioni gravi. Il vincitore di queste lotte conquista un harem di femmine che protegge da altri contendenti.
Verso settembre-ottobre i maschi dominanti fecondano le femmine, che dopo circa otto mesi partoriscono.


CACCIA

Esistono due tipi di caccia: la caccia di selezione, che mira ad abbattere i capi più deboli e ammalati e la caccia tradizionale, che mira ad abbattere i capi di maggiore qualità.
I cervi vengono abbattuti con fucili con canna rigata e con cannocchiali di grande precisione in modo da non far soffrire gli animali.