Natale 2003 - Teatro “l’Alpina” di Comeglians
"26 dicembre 1996"
con
Aria
Donatella
Katia
Claudia
Paolo
Marco

I
ragazzi della Terza di Forni Avoltri conoscono una storia triste. Chissà
perché i racconti di Natale sono sempre così tristi?
Nei racconti di Natale ci sono sempre dei bambini.
In questa, per fortuna, no.
In questa storia si vede un mare cattivo, si ascoltano una filastrocca e i versi
di una canzone.
Sulla scena, in un quasibuio, quattro attrici e due attori maneggiano un mare nero costruito con semplici sacchi per la spazzatura. Onde e riflessi si vedono grazie ad una piccola lampada, il rumore è quasi reale e sulle prime file soffia un piccolo vento. La quiete non dura a lungo, le onde si gonfiano, si sente una musica di violini impazziti…
Portopalo
di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo
di Capo Passero!!!
Ma cos’è???
È
un luogo: nel sud, del sud,
del nord del mondo!
…nel sud?
…nel sud?
…nel sud?
……del nord?
…………del mondo?
È in Sicilia, un posto con un nome da filastrocca, che sembra nato per farsi ricordare e invece non se lo ricorda nessuno.
Portopalo
di Capo Passero è un posto di pescatori, di pescherecci e di pesci.
Questa è una storia di Natale, ma è anche una storia di mare.
Il
mare di Portopalo di Capo Passero, che ha un nome filastrocca che nessuno se
la ricorda.
È una storia, questa, che si può raccontare con i numeri.
26…………….
Dicembre
Buon Natale!!!
1996…………..
…7 anni fa…
19…………………….
Miglia marine da Portopalo di Capo Passero, in mezzo al mare.
108………………..
Metri! È profondo, il Canale di Sicilia!
2……………
Imbarcazioni, una motonave e una bagnarola
3………………………………….
Di mattina: buio, un gran freddo, pioggia, onde, vento di ponente…
5………………………..
Anni di indifferenza
283…………………..
(Silenzio)
Silenzio
e “dolore”…
(quadro vivente)
Corpi
Naufraghi
Vittime
Persone
Indiani, Pakistani, Cingalesi
……………….. fantasmi.
La motonave scarica il suo carico di clandestini sulla
bagnarola perché raggiungano le coste italiane. Sono troppi, non ci staranno
mai… imbarca acqua. La barca grande prova a soccorrere la barca piccola,
ma con una manovra sbagliata la colpisce e l’affonda definitivamente.
Nei giorni successivi quelli di Portopalo nelle reti trovano pesci e cadaveri.
Ma stanno orribilmente zitti, per non danneggiare il nome del loro paese e perché
la pesca non venga interrotta.
Perché nessuno sa essere disumano come gli uomini.
Passano
5 anni prima che qualcuno che sa parli, racconti il terribile segreto.
Poi ecco, finalmente, i giornalisti, le prime pagine, le TV, i processi…
Ma adesso bisogna sfruttarlo quel nome filastrocca, anche per ricordarci di
quel mare cimitero, di quelle persone che magari quella notte sono state felici
per l’ultima volta.
Perché?
Ma perché era Natale, e perché una vita migliore non sembrava
poi così lontana.
Lì, a 19 miglia da Portopalo di Capo Passero.
Portopalo
di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
Portopalo di Capo Passero…
…
Si sentono le note di un pianoforte, è la canzone
Natale di seconda mano di Francesco De Gregori
(da Amore nel pomeriggio, 2001).
Ma potrebbe essere anche Mio fratello che guardi il mondo di
Ivano Fossati.