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LA CENTRALE NUCLEARE
Tommaso Querini - 3a
B 2001-02
L’Atomo
e il modello atomico di Rutherford
Fin
dall’antichità qualcuno si chiedeva cos’era la materia
(Democrito), si era inventato il termine atomo (intagliabile).
A inizi ‘900 ci fu una vera e propria rivoluzione del pensiero
sugli atomi e Thompson creò il suo modello
L’atomo grande con tanti piccoli elettroni in periferia
Rutherford
migliorò questa idea e la trasformò in quello che oggi
è il nostro modello atomico
Un nucleo positivo circondata da delle orbite
in cui girano dei minuscoli elettroni
LE CENTRALI NUCLEARI
Le centrali
nucleari sono oggi come oggi il metodo per produrre energia più
conveniente. Le centrali nucleari sono pericolose ma se date in mano
a persone serie gli imprevisti scompaiono. Perché Chernobyl non
è stato un imprevisto, l’allarme è suonato ben 2
volte ed è stato spento altrettante volte. L’unico vero
e tangibile problema sono le scorie radioattive che vengono a crearsi
dopo che è stata prodotta l’energia. Al momento non esiste
sulla terra un luogo in cui tutte le scorie si possano tenere al sicuro
da attentati e altro. Esse sono pericolose per 10.000 anni e l’unico
modo per proteggersi è un contenitore di piombo di diversi centimetri.
Le scorie sono polvere e questo le rende ancor più pericolose.
Ci sono però paesi in Africa che in cambio di un po’ di
cibo sono disposti anche a tenere nel proprio territorio queste sostanze.
Comunque in una centrale nucleare avviene una fissione, cioè
un atomo grande diventa due uguali ma più piccoli e questo crea
una reazione a catena finché non esplode tutto, la fissione serve
ai militari per la bomba atomica ma nelle centrali l’esplosione
viene controllata grazie a degli elementi avidi di neutroni come il
doro e l’acqua.
I fisici atomici oggi hanno un altro obiettivo: rendere controllabile
anche la fusione, molto più potente che viene impiegata per costruire
le micidiali bombe all’idrogeno. Quando si riuscirà a controllare
le fusioni (due atomi leggeri si trasformano in uno pesante) la terra
sarà praticamente a posto; l’Uranio, materia prima del
nucleare, anch’esso destinato a finire, verrebbe utilizzato in
maniera ridottissima e la terra avrebbe energia per ancora molto tempo.
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