" TEATRO IN MUSICA"

Il natale è vicino

Responsabile del Progetto

Prof. Angelo PACINI

         

 

PREMESSA

 

Ci piace pensare alla scuola come a uno spazio-tempo di ricerca, di avventura e di gioco, di esplorazione e di sperimentazione del possibile, luogo dell'immaginazione e del come se, occasione di dialogo, di messa in campo di risorse, di realizzazione di progetti e desideri.

Sono del parere che  la musica sia presente come disciplina specifica, che ha una propria consistenza e propri statuti, al pari della matematica, dell'italiano o della storia. Non concordo perciò, con chi ritiene che essa dovrebbe essere inserita, almeno nella scuola secondaria, solo per via surrettizia e indiretta, quale componente occasionale di progetti pluri o interdisciplinari (relativi, per esempio, a temi come le dimensioni antropologiche dell'ambiente, il recupero dell'identità culturale italiana, l'immaginario sociale e simili). La musica, come le altre discipline, potrà e dovrà prendere parte a percorsi tematici del genere, in cui cooperano diverse aree del sapere e più prospettive d'indagine, sulla base però di una riconosciuta identità linguistica e culturale che solo un insegnamento specifico può assicurare. L'interdisciplinarità, del resto, si realizza a mio parere attraverso l'incontro, la collaborazione e l'integrazione di competenze disciplinari (trasmettendo all'alunno un apprendimento ed una maturazione più completa) che debbono essersi in precedenza costituite: vi è il rischio, diversamente, di cadere in un bricolage superficiale da cui la nuova scuola dovrebbe guardarsi. Proprio per questo scopo nasce l'idea di realizzare questo progetto con la collaborazione di diverse discipline: LETTERE, EDUCAZIONE TECNICA, ARTISTICA E FRANCESE.

 Concludo affermando che l'Educazione Musicale da considerarla in un contesto più ampio, quello della educazione alle arti (o alle discipline linguistico-espressive, come spesso si dice) in cui la musica trova la propria collocazione naturale. In questa "area del sapere", la musica non è isolata, ma concorre con altre materie, come le arti visive o il teatro a sviluppare un insieme significativo di attitudini, saperi, abilità.con la creazione per esempio di un copione teatrale. Su questi presupposti che sono gli elementi fondamentali del Patto Formativo incluso nel POF (saper essere e saper fare) ho realizzato lo spettacolo "Il natale è vicino". Se ci si chiede qual è l'apporto formativo che le arti possono dare alla crescita dei giovani, la prima risposta che viene in mente è che le arti hanno un valore intrinseco. Attraverso l'esperienza artistica, sia di tipo produttivo che ricettivo, il soggetto affronta difatti esperienze estetiche ed emotive insostituibili, che ne allargano l'orizzonte umano, aggiungendo profondità e significato alla sua vita.

 

FINALITA' DEL PROGETTO :

Le finalità del progetto sono:

  1. Esprimere se stessi e comunicare pensieri e sentimenti in una varietà di modi, anche con l'animazione di un copione teatrale come ampliamento del repertorio dell'auto-espressione.

  2. Conoscere e rappresentare l'esperienza di tipo soggettivo, immaginativo, emozionale, che è il necessario complemento della conoscenza oggettiva e impersonale promossa dalle scienze, essendo consapevole che l'arte ci consente di guardare il mondo attraverso un particolare filtro sensoriale e interpretativo, così da offrircene visioni innovative.

  3. Sviluppare modalità di percezione e di pensiero che si differenziano da quelle di altre discipline, e che sono altrettanto necessarie a un un pieno e equilibrato sviluppo della mente: un pensiero non lineare, non astratto, non concatenato logicamente, ma flessibile, intuitivo, legato ai sensi e all'immaginazione.

  4. Acquisire attraverso la pratica artistica la capacità di confrontarsi con ciò che è differente, mutevole, inatteso. Accettare l'idea che non tutto ha risposte certe e standardizzate, e spesso si debbono considerare più prospettive. Un atteggiamento del genere è prezioso nella vita di ogni giorno, ma appare utile anche in altre discipline, in cui può aiutarci ad illuminare situazioni che richiedono soluzioni creative.

  5. Rafforzare le abilità a percepire, interpretare, capire e valutare stimoli sensoriali. Essenziale in un mondo tecnologico sovraccarico di dati sensori, saturo di simboli, suoni e immagini. Attraverso le capacità e gli strumenti acquisiti attraverso l'insegnamento delle arti, gli alunni possono difatti capire meglio l'ambiente in cui vivono e trovare delle rotte di navigazione fra le pressioni multiple cui sono sottoposti.

  6. Realizzare un copione teatrale composto da musiche vocali, danza e poesia, valutando il contesto storico culturale tenendo presente la mentalità della società odierna, dei modi di vita e dei valori fondamentali dei diritti dell'uomo, componenti fondamentali della nostra cultura e della nostra storia (in questo contesto ci sarà il collegamento interdisciplinare con la materia di religione e quindi il confronto delle epoche storiche attinente al testo dello spettacolo "Il natale è vicino").Contribuirà il tutto alla costruzione di quell'universo di significati che sono alla base della concezione del mondo, della mentalità, dei modi di vita, dei valori ai quali facciamo riferimento. Attraverso lo studio delle realizzazioni artistiche del presente come del passato, delle loro trasformazioni e dei loro rapporti intrinseci ed estrinseci, possiamo comprendere più a fondo noi stessi e l'universo in cui siamo immersi, acquisire una consapevolezza storica che affina le capacità di orientamento e di giudizio, passare da una visione monoculare della realtà, appiattita sull'hic et nunc, a una visione binoculare e prospettica che ci restituisce il senso della profondità, della memoria, della continuità e del cambiamento.

 

COMPONENTI   FONDAMENTALI

Ho ritenuto opportuno per  un approccio corretto all'insegnamento della musica e delle altre arti tener conto di tre assi fondamentali:

un asse produttivo, ossia di elaborazione e espressione musicale. Gli studenti sono qui impegnati nella esplorazione, nello sviluppo e nella espressione di idee attraverso lo specifico linguaggio dei suoni (Esecuzione corale e di balletti).

un asse critico-comprensivo. Gli studenti si confrontano con le opere musicali, in un processo interattivo di ascolto, osservazione e e interpretazione; (Fase di studio)

un asse storico-contestuale. La musica viene considerata nei suoi rapporti con il contesto, come parte integrante e significativa della cultura e delle sue trasformazioni nel tempo.

 La presenza e l'integrazione reciproca di queste tre componenti è essenziale nel progetto musicale in collegamento interdisciplinare, anche perchè questa tecnica di insegnamento e condivisa oggi a livello internazionale. Se diamo uno sguardo, difatti, ai progetti curricolari di paesi come l'Inghilterra, la Francia, gli USA, il Canada, per non dire di altri ancora, vediamo che in tutti i casi si respinge l'idea che l'insegnamento musicale debba limitarsi al solo approccio auditivo, o storico, o creativo. Non diversamente da quanto avviene per la lingua o per le scienze, gli studenti debbono essere invece attivamente impegnati in programmi integrati, che includono la pratica operativa come la riflessione, la produzione come l'analisi, quindi l'elaborazione di un' ARTE COMPLETA pluridisciplinare.
E' in questa ottica che è nata l'iniziativa di estendere questo progetto in uno spettacolo intitolato "IL NATALE E' VICINO" facendo collaborare contemporaneamente 4 classi differenti di due plessi differenti, affidandogli equamente e in rapporto alle difficoltà i ruoli e le parti competenti. D'altra parte, chi si muove attualmente in questa direzione anche nel nostro paese come dalle nuove fonti scritte, attuando  questa metodologia, come indicato nella nuova ed attuale normativa su base nazionale, penso vada verso la scuola del futuro.

OBIETTIVI  GENERALI

Gli obiettivi sono i seguenti:

  1. Esplora, riconosce, discute e manipola materiali sonori di vario tipo.

  2. Esegue, da solo e in gruppo, un repertorio variato di brani vocali e strumentali.

  3. Improvvisa, arrangia e compone copioni o testi teatrali, in modi e con scopi differenziati, esprimendo idee, immagini e sentimenti.

  4. Riflette sul linguaggio musicale e possiede un syllabus essenziale e calibrato di concetti e di procedure osservative e operative che gli consentono di cogliere, spiegare ed usare strutture e funzioni fondamentali della musica.

  5. Ascolta, analizza e interpreta i messaggi musicali, nella varietà delle loro forme e delle loro funzioni.

  6. Sa orientarsi nella sovrabbondante offerta musicale della civiltà odierna e sceglie e controlla le proprie strategie fruitive in relazione alle diverse situazioni.

  7. Valuta la musica e le performances musicali, e supporta le proprie opinioni con motivazioni criticamente ragionate.

  8. Coglie e spiega le relazioni, sull'asse sincronico e diacronico, fra i diversi elementi (opere, generi, stili, autori, poetiche, tecnologie...) dell'universo musicale, e fra la musica e gli altri fattori del contesto socio-culturale (arti, saperi, mentalità, strutture sociali...).

  9. Conosce un repertorio di opere esemplari di diversi periodi storici, appartenenti anche a tradizioni non occidentali (in questo caso di carattere natalizio), e ha una conoscenza di base sullo sviluppo storico della musica.

 

CRITERI  ADOTTATI  PER  MODULARE  GLI  OBIETTIVI

Partendo dagli obiettivi più generali come sopra indicato, abbiamo suddiviso in obiettivi più particolari (sottobiettivi o specifici) in relazione alle diverse classi. Dato, per esempio, l'obiettivo Esegue, arrangia e compone in musica un testo poetico, in modi e con scopi differenziati, esprimendo idee, immagini e sentimenti, abbiamo specificato che cosa ci si aspetta che gli alunni siano in grado di fare, in rapporto alla classi e agli alunni, al termine dell' anno scolastico.

I criteri fondamentali per modulare e differenziare gli obiettivi sono i seguenti:

  1. Variare il livello di difficoltà delle operazioni e dei concetti usati . Lo stesso obiettivo generale viene dunque riproposto in modo più approfondito, passando da un approccio di tipo essenzialmente intuitivo e legato alle occasioni d'uso (come dovrebbe avvenire nella scuola di base) a attività più caratterizzate in senso critico, con la richiesta di una maggiore consapevolezza dei processi e dei concetti e un ampliamento della gamma degli strumenti e dei procedimenti.

  2. Variare il livello di complessità dei brani prodotti, eseguiti o esaminati, con cambiamenti, anche, del repertorio e di metodologia nonchè strategie didattiche.

  3. Estendere l'approccio cognitivo. Per esempio, nell'ascolto, si va da una lettura di una poesia prevalentemente sincronica delle opere a una lettura più mirata alla dimensione diacronica.

  4. Variare la focalizzazione.  Un esempio, certo molto sommario, di come possono essere modulati gli obiettivi in relazione ai primi due criteri è riportato nella tabella qui sotto. In rapporto alle classi gli alunni debbono saper eseguire dei brani corali/strumentali , come previsto nell'obiettivo generale. Ma varia, ad ogni stadio, l'estensione del brano musicale o poetico affrontato e la difficoltà del compito esecutivo.

 

OBIETTIVO GENERALE

OBIETTIVI SPECIFICI

Prima media

Seconda media

Terza media

Esegue, da solo e in gruppo, un repertorio variato di brani vocali, poetici e strumentali o di balletto.

Esegue, su strumenti didattici, semplici modelli ritmici, melodici e armonici, e brani della letteratura strumentale/corale con un livello di difficoltà 2.

 

Esegue, su almeno uno strumento, un repertorio abbastanza ampio e variato di letteratura strumentale/corale con un livello di difficoltà 3.


Esegue, brani corali/strumentali ed capacità espressive corporee (balletto) in rapporto all'introspezione. Affronta  un repertorio esteso, e variato per generi e stili, di letteratura strumentale con un livello di difficoltà 4.

Esprime l'arte teatrale in maniera completa: MUSICA, POESIA E DANZA.

 

 

METODOLOGIA:


 In campo musicale abbiamo ritenuto opportuno  porre al centro il lavoro compositivo, la manipolazione di oggetti e materiali sonori, l'improvvisazione vocale e strumentale, la sperimentazione di tecniche. In altre parole significherebbe porre al centro il fare esperienze estetiche. (Con la realizzazione di una scenografia per lo spettacolo in collegamento interdisciplinare con Educazione Tecnica).
Alla vigilia dello spettacolo si è lavorato all'interno di un ciclo emozionale, che pone in relazione un desiderio (attesa, tensione, motivazione), che scuote, che smuove dallo stato di quiete, di indifferenza, di routine; un incontro (con una persona, un sapere, un'azione); uno stupore, come esperienza che incuriosisce, meraviglia, sorprende; una riflessione, una fase cioè più razionale e analitica.
Questo percorso progettuale è stato pensato come un modello elastico, adattabile a diverse misure di tempo, dall'incontro singolo (un'attività, un'ora di lezione) al lungo periodo (diverse unità didattiche, diverse prove all'Auditorium).
In questa prospettiva abbiamo ritenuto opportuno non far evidenzia la rigida e irreale divisione tra metodi trasmissivi, attivi, non direttivi. I metodi attivi e non direttivi sono oggettivamente i più adatti ad un intervento che si ponga come momento educativo-preventivo, ma devono superare, una volta per tutte, l'ipotesi di uguaglianza tra animatore e animato, educatore e educato. Pensiamo invece che ogni ruolo debba assumere propri compiti e responsabilità in ordine agli obiettivi del progetto educativo e che in tale direzione vadano usati vari metodi (animazione musicale, cooperazione, ricerca-azione, intedisciplinarità, didattica dell'occasionalità).

Nella metodologia si è ritenuto precisare per quanto riguarda la costruzione del copione teatrale "Il NATALE E' VICINO" un'insegnamento orientato in senso storico è tratto dalla Bibbia con collegamenti quindi interdisciplinare. Per quanto riguarda il primo interrogativo, è abbastanza scontato riconoscere che l'insegnamento storico sarebbe poca cosa se tutto quanto lo giustifica si riducesse all'apprendimento, da parte degli studenti, anche di un disegno storico della musica, inteso come componente non rinunciabile di una cultura di base. Debbono esservi altre ragioni, più forti, che vanno oltre il piano della informazione. Quindi lo scopo di questa metodologia:

permette ai giovani di accedere, in modo critico e consapevole, a un patrimonio musicale che è parte integrante delle loro radici culturali: e va detto a voce alta che di queste radici, e quindi della loro identità profonda, le nuove generazioni hanno il diritto di potersi riappropriare;

 

rafforza ed accresce gli strumenti per una comprensione più piena delle opere, visto che queste ultime assumono la       compiutezza dei propri sensi in una trama di rapporti che si intrecciano nello spazio e nel tempo: rapporti con altri     testi,     con tecniche e convenzioni, con l'immaginario di epoche e di ambienti, con mentalità, con condizioni materiali, con tutti quegli aspetti, appunto, ai quali l'indagine storica presta attenzione;

aiuta i giovani ad superare un approccio fruitivo intemporale, piatto ed omologante (quello favorito dai mass media, per i quali ogni musica è uguale all'altra) per acquisire il senso delle distanze, della polivalenza, della diversità. Gli studenti diventano consapevoli del fatto che ogni opera ha un proprio spessore e ci parla da un certo orizzonte, e possono comprendere che solo se riconosciamo questo orizzonte, e lo facciamo interagire con il nostro, possiamo vivere una reale esperienza di crescita;

consente di acquisire le competenze necessarie per colmare la distanza fra i propri codici "naturali", formatisi nella esperienza quotidiana, e i codici di opere che da questo universo si discostano. Pare inutile ricordare, a questo proposito, che le aspettative e i quadri culturali con cui ci avviciniamo a un'opera sono determinanti per la sua comprensione ed accettazione, e che di fronte a musiche che appartengono al passato o ad altre tradizioni folkloristiche (con balletti Carnici), le lacune possono essere tanto estese da impedire ogni forma di accesso. Attraverso un approccio storico, (realizzazione del Presepe animato), i giovani sono stati stimolati a riformulare e arricchire le proprie aspettative e a individuare nuovi canali di dialogo e di incontro, oltre le barriere dello spazio e del tempo.




LO SCOPO  DELL' INSEGNANTE

Presupposto fondamentale è l'esigenza di ricerca, di soddisfare curiosità proprie, il piacere di sperimentare strumenti operativi, osservativi, animativi, di studiare studiandosi, di imparare educando, e così via.
La direzione è quella che cerca di far entrare nel lavoro di ogni giorno, nei contenuti istituzionali, programmatici, disciplinari, il mondo reale, con la complessità di nodi e intrecci umani e musicali che presenta, cercando in questa fatica il senso educativo, ma anche il gusto e il piacere, del nostro ruolo. Tale prospettiva necessita che i percorsi formativi e di aggiornamento per gli insegnanti potenzino e valorizzino:

· le capacità di osservazione/gestione relazionale;
· il saper fare scuola in stretto collegamento con il sociale e, in generale, con tutto ciò che dalla scuola sta fuori (musiche, enti,  persone, occasioni...);
· i propri interessi oltre la musica (animazione socio-culturale, pedagogia, ricerca teatrale, psicologia, composizioni poetiche e di copioni, ecc...);
· le proprie capacità tecnico-pratiche in senso orizzontale (polistrumentismo, altri linguaggi espressivi, tecnologie materiali, informatiche e multimediali);
· la propria identità di ricercatore nel campo pedagogico e musicale;
· i percorsi e le esperienze di connessione tra il fare pedagogico e il fare artistico-estetico;
· le esperienze autoformative.



CONCLUSIONE

Possiamo immaginare che il fare artistico possa diventare un criterio organizzativo e operativo fondamentale per la strutturazione di contesti educativi scolastici. In campo musicale ciò vorrebbe dire porre al centro il lavoro compositivo, la manipolazione di oggetti e materiali sonori, l'improvvisazione vocale e strumentale, la sperimentazione di tecniche. In altre parole significherebbe porre al centro il fare esperienze estetiche (es. la realizzazione di una commedia musicale come "Il natale è vicino").
Ogni esperienza di apprendimento dovrebbe avvenire come citato in precedenza all'interno di un ciclo emozionale, che pone in relazione un desiderio (attesa, tensione, motivazione), che scuote, che smuove dallo stato di quiete, di indifferenza, di routine; un incontro (con una persona, un sapere, un'azione); uno stupore, come esperienza che incuriosisce, meraviglia, sorprende; una riflessione, una fase cioè più razionale e analitica.

Si precisa che il progetto "TEATRO IN MUSICA" è stato realizzato con la collaborazione attiva di diverse discipline in maniera lodevole e professionale, lasciando un ricordo visivo di entusiasmo didattico dei singoli docenti e di una risposta molto calorosa del pubblico e dei genitori per l'iniziativa portata a termine positivamente.

 

Insegnanti collaboratori i Professori: DE PRATO, MOLARO, NOT, SOLAZZO, TOFFOLON

Responsabile del Progetto:

Prof. Angelo PACINI