Fabrizio De André

 

Scuola secondaria di 1° grado di Ovaro (UD)  3a B    2004-05

Fabrizio De André

Rosy Martin

Fabrizio Cristiano De André nacque a Genova Pegli, in via De Nicolay 12 nel 1940. A causa della guerra trascorse i primi anni della sua vita nella casa di campagna di Revignano d'Asti, in compagnia della madre, del fratello Mauro e delle due nonne, mentre il padre fu costretto a sfuggire ai fascisti che lo braccavano.
Come ha raccontato la madre, "Fabrizio era felicissimo di correre per i campi e di vedere i contadini nel lavoro, di andare a caccia con loro... Finita la guerra eravamo decisi a ritornare in città. Lui era disperato. Aveva cin que anni. Fu una dura sofferenza abituato com'era a correre libero per i prati... Fin da piccolo non sopportava vedere la gente soffrire. Quando uscivamo insieme, ogni volta che incontravamo un povero mi obbligava a fermarmi e a dargli dei soldi."

 

AI termine del conflitto, la famiglia ritornò a Genova; nell'ottobre del 1946 Fabrizio fu iscritto alla prima elementare, dalle suore Marcelline; ma si dimostrava particolarmente indisciplinato e allora venne trasferito nella scuola statale. Nell'agosto 1948, in un paesino sopra Cortina incontrò per la prima volta Paolo Villaggio, sedicenne. Nell'estate del 1950 Fabrizio trascorse l'ultimo anno a Revignano, perché il padre aveva deciso di vendere il cascinale e di acquistare un appartamento ad Asti. Fabrizio soffrì moltissimo, dentro di sé decise che, una volta diventato grande, avrebbe ricomprato il cascinale e comunque non avrebbe abbandonato quei luoghi che amava.
Nell'ottobre deI 1951 iniziò le medie alla Giovanni Pascoli, ma non mostrava interesse allo studio; il padre, infuriato, decise allora di affidarlo ai rigidissimi gesuiti. "Dopo le medie si iscrisse al liceo classico che frequentò regolarmente fino alla licenza. La sua passione era sempre la musica. Aveva avuto in regalo una chitarra che non lasciava mai; cominciò a scrivere qualche canzone, a cantarla." Durante gli anni del liceo avvenne un'esperienza determinante per lui: nella primavera del 1956 suo padre portò dalla Francia due 78 giri di George Brassens, il grande cantautore francese.
De André si iscrisse anche all'università ma senza laurearsi. Le sue giornate trascorrevano infatti tra musica, letture e, soprattutto, serate in compagnia di Luigi Tenco, Gino Paoli, Paolo Villaggio e altri. Nel 1958 aveva composto Nuvole barocche e E fu la notte, brani che anni dopo Fabrizio definirà come "due peccati di gioventù".
Nel luglio 1962 sposò Enrica Rignon (Puny) e il 29 dicembre dello stesso anno nacque il figlio Cristiano.
Mina interpretò una sua composizione, La canzone di Marinella. Sulla spinta dei precedenti successi, nel 1966 vide la luce il suo album d'esordio: Tutto di Fabrizio De André, contenente alcuni dei migliori brani scritti fino a quel momento, tra cui La canzone di Marinella, La guerra di Piero, Il testamento, La ballata del Miché, La città vecchia, Carlo Martello.
A breve distanza uno dall'altro uscirono: Tutti morimmo a stento, La buona novella, Non al denaro non all'amore né al cielo, Canzoni, Volume e altri.
Nel 1975 De André, che aveva sempre rifiutato il faccia a faccia col pubblico, decise di esibirsi dal vivo nel locale simbolo della Versilia, "La Bussola". Nonostante il timore che all'ultimo momento non volesse più salire sul palco, il concerto fu un vero e proprio successo. Con i soldi guadagnati acquistò un'azienda agricola in Sardegna; e nel 1977, dall'unione con la nuova compagna, Dori Ghezzi, nacque Luisa. Subito dopo uscirono gli album Rimini e In concerto.
Dopo un periodo di riposo, il cantautore tornò all'attività con un album e nel 1984 uscì Creuza de mâ, diventato poi una specie di inno della squadra del cuore di Fabrizio, il Genoa.
L'anno dopo, all'età di 72 anni morì suo padre, uomo assai noto a Genova. Invece nel 1989, morì suo fratello Mauro di appena 54 anni.


Furono pubblicati molti altri album negli anni successivi, però nell'estate del 1998 Fabrizio fu costretto a interrompere il tour seguito ad Anime, perchè la diagnosi dei medici non lasciava speranze: tumore ai polmoni. Pochi mesi dopo, alle 2.15 di notte dell'11 gennaio 1999, Fabrizio morì presso l'Istituto Tumori di Milano, dov'era ricoverato, assistito fino all'ultimo dai suoi cari. Una folla commossa ha seguito i suoi funerali nella Basilica di Carignano, a Genova.
Ora Fabrizio riposa al cimitero di Staglieno, nella cappella di famiglia.