LA CHIESA DI S. ELENA (Luincis)

Mariano Fiorencis

 


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· La chiesa č stata costruita circa nel 1300 / 1400 d.c. con manodopera locale, inizialmente in stile tardo-gotico. All’esterno, sulla facciata laterale sud, attualmente non visibile perché coperto dal campanile, č ancora presente un grande San Cristoforo, protettore dei viandanti , visibile perň all’interno del campanile. La chiesa č stata ingrandita e rialzata nel 1700, e a tale epoca risale anche la costruzione del campanile.



· L’abside, tipicamente gotica, decorata da un ciclo di affreschi raffiguranti la leggenda di S. Elena imperatrice e del ritrovamento della croce, l’Ultima Cena e l’adorazione dei Magi, due riquadri sono stati perduti nelle manomissioni degli anni sessanta con l’apertura di due finestre.
Tutta la parte reticolata, posta in alto, raffigura il Padre Eterno, i Dottori della Chiesa, gli Evangelisti, Cristo Risorto e la Vergine. Questi affreschi sono datati 1552 e sono opera del sanvitese Giuseppe Furnio, della bottega d’arte il cui caposcuola era l’Amalteo.
Tutto il ciclo č stato restaurato nel 2002.

1. altare 2. campanile 3. sacrestia 4. nicchia 5. banchi 6. battistero 7. confessionale 8. abside


Nella chiesa sono conservati i resti di un altare risalente al 1700 in marmo bianco che fino agli anni 60 chiudeva il grande arco gotico che dall’aula dŕ sull’abside; la statua di S. Elena imperatrice; la statua di S. Giovanni Evangelista scolpiti da un ignoto scultore friulano; un paliotto del secolo 18° costruito da un ignoto altarista friulano.

MADONNA DELLA SALUTE


Davanti alla nicchia della Madonna della Salute seduta con in braccio il Bambino, statua lignea intagliata e dipinta da Pizzini Giuseppe e restaurata una decina di anni fa, č stato rimontato un altare, di marmo bianco del settecento, proveniente dalla Pieve di Gorto, dove č stato smontato, assieme ad un altro simile, durante i restauri di tale chiesa avvenuti dal 1985 al 1989; di questo altare la parte piů interessante č il paliotto raffigurante in bassorilievo la scena della decapitazione di S. Giovanni; alcuni dipinti risalenti al 18° secolo da attribuire ad ignoti pittori friulani ed un dipinto del Carlevaris datato 1912 raffigurante S. Daniele ; una acquasantiera datata 1550 circa scolpita in pietra in una bottega carnica .


· La chiesa č dedicata a S. Elena madre di Costantino e viene festeggiata il 21 maggio con una rogazione che porta i fedeli con una processione sopra il paese in una localitŕ chiamata “dal Crist“, dove fino ad alcuni anni fa c’era un semplice crocefisso, sostituito ora da un’opera scolpita da un giovane di Luincis e da un piccolo ma significativo altare fatto con pietre raccolte sul posto.


· La festa piů sentita da tutta la comunitŕ ed anche da persone provenienti dai paesi vicini č la festa della Madonna della Salute il 21 novembre. Oltre alla partecipazione alle funzioni religiose, messa e vesperi con la processione con la statua della Madonna, in quel giorno in molte famiglie vengono preparati i cjarçons, la tipica pasta ripiena carnica e i crostoli.
Mi ha raccontato mio papŕ. che quando lui era piccolo, c’era l’usanza dei fogoruz . La settimana precedente “la Madonna” tutti i bambini andavano nel bosco a raccogliere la resina degli abeti. La vigilia della festa, dopo il rosario serale, attorno alla chiesa, negli appositi buchi scavati nel muro di pietra, la resina veniva incendiata e tutte le persone del paese era lě a far festa.


Inno alla Madonna della Salute

 

Mâri Santa Mâri buina vč pietât di tanc’ malâz
O tu stele matutine fâs ch’a vegnin consolâz
Mâri cjara, Mâri buina,Mâri dolce dal Signôr
La salűt Mâri divina dona al misar pecjadôr

Preghiere tradizionali friulane

Al mattino

Il non di Diu, Pâri Benedet
Seti laudat, benedet e ringrasiât
Pa buina not che tu nu âs dât
E pa sornada che tu nu âs prepârat!


Alla sera

Il non di Diu, Pâri Benedet
Seti laudât, benedet e ringrasiât
Pa buina sornada che tu nu âs dât
E pa polsa che tu nu âs prepârat !

O Signôr, mi pon achě
Jo no sai si rivi al dě
Rivâ o no rivâ
Il Signôr e la Madona
Ca mi podino compagnâ


A tavola

Il non di Diu, Pâri Benedet,
c’al sęti laudât, benedet e ringrasiât
par dut ce che di bon a nu a preparât.


LA CROCEFISSIONE di Giuseppe Furnio

S. ELENA (XVIII sec.)

LA SACRA FAMIGLIA CON SAN ANTONIO DA PADOVA