MICHELANGELO Mariano Fiorencis |
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Michelangelo
Buonarroti è stato pittore, scultore, architetto, poeta; nato
nel 1475 e morto a Roma nel 1564. Si dirige quindi a Roma dove scolpisce la famosa Pietà Vaticana.
Tornato
poi a Roma riceve dal Papa Giulio II quell'incarico che lo graverà
per un quarantennio: la sepoltura monumentale del Papa, da lui ideata
come un vero mausoleo classico dove si integrano architettura e scultura.
Passa otto mesi a Carrara per scegliere i marmi più adatti ma
il Papa è tutto preso dal progetto del nuovo San Pietro, affidato
al Bramante, e Michelangelo, deluso e geloso, lascia Roma per due brevi
soggiorni a Firenze e Bologna, dove si riappacifica col Pontefice.
Negli
anni seguenti, a Firenze, si dedica alla basilica di San Lorenzo, da
sempre sotto il patronato mediceo: il progetto per la decorazione della
facciata (1516, poi sospeso) e la costruzione della Sacrestia Nuova
(1520-34), di fronte a quella "Vecchia" del Brunelleschi,
con le tombe di Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca d'Urbino. Qui
le regole compositive e il senso spaziale dell'Umanesimo vengono messi
in discussione, il rapporto dialettico fra gli elementi architettonici
esprime già l'inquietudine manierista. Infine, sempre in San
Lorenzo, il progetto per la biblioteca Mediceo-Laurenziana
(1524, ma compiuta solo dopo la metà del secolo con la collaborazione
dell'Ammannati), vero ponte fra il pieno Rinascimento e il Barocco. Riprende i lavori alla tomba di Giulio II e scolpisce i quattro Prigioni incompiuti oggi all'Accademia. Neppure questi adorneranno il sepolcro del Pontefice, che solo nel 1545 avrà un'ultima versione, in gran parte affidata agli aiuti, e sarà collocato in San Pietro in Vincoli. Nel 1534, alla morte del padre, lascia definitivamente Firenze e accetta da Clemente VII l'incarico di affrescare la parete d'altare della Sistina con il Giudizio Universale (1536-41). L'atto finale della storia unama è qui raffigurato come una immane tragedia cosmica, iconografia e prospettiva classiche sono stravolte e insieme agli ideali formali cadono quelle certezze intellettuali e morali che avevano dato solida base al Rinascimento. Al loro posto un'umanità disperata e dolente, sgomenta di fronte alla condanna: una visione certo formatasi nei circoli spirituali romani frequentati accanto a Vittoria Colonna e che si battevano per una riforma della Chiesa. Gli
ultimi vent'anni della sua vita lo vedono impegnato in campo architettonico:
conclude la costruzione della Biblioteca Laurenziana a Firenze e affronta
la sistemazione di Piazza del Campidoglio e, modificando la pianta del
Bramante, la realizzazione della Cupola di San Pietro a Roma. 11/05/04 |