Scuola dell'Infanzia di Ovaro

A metà della montagna, circondata da alberi, c’è la casa dalle cento finestre.
E dentro c’è Tom.
Tom non esce mai di casa per via della tosse: d’estate perché se suda… d’inverno perché se prende freddo…
Per Tom c’è sempre rischio di tosse, là fuori.
In compenso ha le 100 finestre e, una volta lassù, una quaggiù, una volta di qua, una di là,
Tom è sempre affacciato a guardare.

Guarda i bambini giocare nei prati, tutti sbracciati oppure tutti infagottati.
Più di tutto gli piace quando giocano a puzza, puzza alta, puzza bassa…
Guarda le nuvole passare nel cielo, bianche e leggere o pesanti e scure.
Più di tutto gli piace quando sembrano orsi, orsi bianchi, orsi bruni…


Guarda gli alberi cambiare con le stagioni, pieni di foglie o stecchiti dal freddo.
Più di tutto gli piace quando sono carichi di mele, mele rosse, mele gialle…


Tom guarda e guarda e, a forza di guardare, un giorno li vede.
Sono due, sono venuti fuori da una macchina mai vista in giro: rotonda, luminosa e senza ruote.
A guardare bene sono un poco luminosi anche loro.
In un lampo raccolgono tutte le mele e le fanno sparire dentro le tasche.
Ma quanto posto c’è dentro quelle tasche?

È tutto così strano che Tom dimentica la tosse e apre la finestra.
Ehi! Dove andate con tutte le mie mele?”
I due bambini guardano su, verso la casa delle 100 finestre e all’undicesima… no… alla dodicesima finestra, scorgono Tom; lo salutano sventolando la lunga lunga mano: “Stiamo tornando a casa e ci portiamo via la cosa più gustosa della Terra.”
E aggiungono: “Se vuoi, in cambio, ti facciamo fare il giro del mondo in 5 minuti.”
Perché si vede che sulle astronavi funziona così.

Tom ci pensa solo un attimo.
Cinque minuti fuori nel mondo… non sarà poi la fine del mondo!
Succede allora che in 5 minuti Tom compie un viaggio lungo 8 giorni.
Otto giorni intorno al mondo, mangiandosi una mela al giorno, visto che altro cibo non c’è.
Perché si vede che sulle astronavi funziona così.


E scopre
i grandi mari che si chiamano Oceani,
le montagne di sabbia che sono i Deserti
e i boschi mille volte più grandi di quello dietro casa sua, le Foreste
e la neve senza fine dei Poli.
E vede perfino i famosi grattacieli di New York.


Tornato a casa Tom non tossisce più… e nessuno saprà mai perché.
Sarà stato il viaggio? Gli amici? L’astronave? O le mele?
Intanto Tom non tossisce più e da quel giorno raccoglie tutte le mele che trova in giro.
Quando le mele sono davvero tante, la mamma
di Tom deve pensare a cosa fare di tutti quei frutti.

 


Sceglie le più belle e le mette in una cassetta
che porta a scuola;
all’ora della merenda, passando di lì, si può sentire tutto un cric-croc di mele morsicate.
Altre mele vanno all’ospizio dei nonni, che però le mangiano cotte, per via, si sa, della dentiera.
E quelle rimaste diventano
torte di mele,
crostate di mele, frittelle di mele,
succo di mele, grappa di mele,
aceto di mele, mele essiccate,
mele candite,
marmellata di mele…

Dopo qualche tempo tutti parlano delle squisitezze alle mele della mamma di Tom.
Molti vengono da lontano per assaggiarle e comperarle, e chiedono: “Per dove si va alla casa delle mele?”
La gente di lì allora dice: “È la casa delle 100 finestre.”
Delle mele…”
Delle finestre.”
Alla fine la casa di Tom diventa la casa delle cento finestre con mele.


E Tom?
Tom continua a raccogliere le mele quand’è l’ora;
e quando non raccoglie mele va a scuola;
e quando non è a scuola è a giocare con gli amici.
E quando è sera guarda i libri delle stelle.
Tom sa che cosa vuol fare da grande: costruirà astronavi.
E un giorno
si riempirà le tasche di mele
e se ne andrà per il cielo in cerca dei suoi amici.
Un poco luminosi… e tanto golosi di mele.